I smell paint between two birthdays on March 28

March 28 – My grandfather’s birthday, in 1887 — My daughter’s birthday, in 1974 March 28

ORESTE ALBERTINI  —  BARBARA CALABI

March is the Month of Expectation.

The thing we do not know –

The Persons of prognostication Are coming now –

We try to show becoming firmness-

But pompous Joy

Betray us, as his first Betrothal

Betrays a Boy.

EMILY DICKINSON

By Rosanna Albertini —  For someone like me who has never been able to remember father’s and mother’s day of birth, not to mention other birthdays, March 28 is a landmark, the only date cut into my brain. The two persons born that day never met; I’m the thread between them, although my attachment to each of them is free from biological specifications. I’m convinced we are “destiny’s grandchildren, stepchildren of God, who married Eternal Night, when she was widowed of Chaos, who engendered us.” (thank you Fernando, the great Pessoa).

So I love them both without conditions, because they are in me as permanent as my own body. They are the magnetic needle of my life. Chance has given them a similar beginning: Oreste was “il piturel,” the child painter helping master Cesare Maroni to restore walls and columns of the major church of my Lombard village. Niches and columns only looked like marble, because the hand painting was accurate, it convinced them they had embodied the spirit of marble. As a child, I never doubted they were marble. Barbara instead worked in Rome; the church was Saint Peter. Having been trained as a professional restorer in Florence, she could be part of the team that brought back to splendor the outside porch at the entrance of Saint Peter. But, it was the same task.

Roma. Barbara Calabi in Saint Peter Square, in front of the church.

Roma. Barbara Calabi in Saint Peter Square, in front of the church.

Besano, 1900. Oreste Albertini, (the first on the left) in front of the church with master Cesare Maroni.

Besano, 1900. Oreste Albertini, (the first on the left) in front of the church with master Cesare Maroni.

Now Barbara lives in Caprona, a Tuscan village near Pisa. I don’t know exactly if it’s Italy or Granducato di Toscana, Italian politics are rather obscure in these days. She was born in Venice, another quite independent republic trying to live on it’s past glories. She started painting on her own not long ago, in 2014.

BARBARA CALABI, Bosco innevato, 2014, Acrylic on canvas

BARBARA CALABI, Bosco innevato, 2014, Acrylic on canvas

BARBARA CALABI, La piena, 2014, Acrylic on canvas

BARBARA CALABI, La piena, 2014, Acrylic on canvas

Grandfather Oreste was an outdoor painter: strong shoes and the easel on his shoulders he spent decades looking for the colors of depth and the spirit of landscapes, especially in the Dolomites. The three paintings I publish here were made in the decade between 1930 and 1940. They are images from his son Alberto’s photographic archive. The Antermoia lake, night and daily view, and Passo Rolle. Alberto remembers the family was still in Passo Rolle, in September 1939, when the news arrived that the Nazy army had invaded Pollland. On top of the mountains, among cows and rocks, history was at hand through the radio, or reported by visitors; never too far, it was normally shared by the family and I’m quite sure part of it ended into the brush strokes.

ORESTE ALBERTINI, Lago di Antermoia di notte, 1930-1940

ORESTE ALBERTINI, Lago di Antermoia di notte, 1930-1940

ORESTE ALBERTINI, Lago di Antermoia di giorno, 1930-1940

ORESTE ALBERTINI, Lago di Antermoia di giorno, 1930-1940

28 marzo 1887: Compleanno del nonno – 28 marzo 1974: Compleanno di mia figlia

ORESTE ALBERTINI – BARBARA CALABI

Marzo è il mese delle Aspettative.

Le cose che non sappiamo –

Le Persone annunciate Si presentano adesso –

Anche se cerchiamo di indossare fermezza

Una Gioia pomposa

Ci tradisce. come il primo Fidanzamento

Tradisce un Ragazzo.

EMILY DICKENSON

Rosanna Albertini — Per una persona che non è mai stata capace di ricordare il giorno natale di padre e madre, per non dire di altri compleanni, che è poi il caso mio, il 28 marzo invece è una pietra miliare, l’unica data impressa nel cervello. Le due persone che nacquero quello stesso giorno non si sono mai incontrate; la mia persona è il legame fra loro. Va detto per la verità che il mio attaccamento non dipende da specificazioni biologiche. Sono convinta che siamo tutti “nipoti del destino, figli adottivi di Dio, il quale andò sposo alla Notte Eterna quando essa rimase vedova del Caos, dal quale siamo generati.” (Grazie Fernando, l’eccelso Pessoa).

Cosi l’affetto che ho per entrambi è incondizionato perché la loro presenza dentro di me ha la stessa durata del mio corpo. Sono l’ago magnetico della mia vita. La sorte ha voluto che avessero tutti e due lo stesso cominciamento: Oreste era “il piturel”, il pittore bambino che assisteva Il maestro Cesare Maroni nel restauro di muri e colonne della chiesa principale nel mio villaggio di Lombardia. Nicchie e colonne avevano l’apparenza del marmo, il lavoro manuale era accurato, e le convinceva che avevano incorporato almeno lo spirito del marmo. Da bambina, non ho mai dubitato che fossero marmo. Barbara invece lavorava a Roma per la chiesa di San Pietro. Addestrata a Firenze come restauratrice di professione, faceva parte del gruppo di restauratori incaricati di riportare in luce lo splendore del portico esterno all’ingresso di San Pietro. Ma il compito era lo stesso.

Barbara attualmente vive a Caprona, un villaggio toscano nei pressi di Pisa. Non so esattamente se sia Italia o Granducato di Toscana, vista l’oscurita della politica italiana di questi tempi. Era nata a Venezia, un’altra repubblica indipendente che cerca di riportare in vita glorie passate. Ha cominciato a dipingere non molto tempo fa, nel 2014.

Il nonno Oreste era un pittore itinerante: con scarpe grosse e cavalletto in spalla, camminò per decenni cercando di scoprire i colori della distanza e lo spirito dei paesaggi, specialmente sulle Dolomiti. I tre dipinti che accludo in immagini vengono dal decennio 1930-1940. Sono documentazione fotografica dall’archivio di suo figlio Alberto. Il lago di Antermoia visto di notte e di giorno, e il Passo Rolle. Alberto ricorda che la famiglia era ancora a Passo Rolle nel settembre 1939, quando giunse la notizia che l’esercito nazista aveva invaso la Polonia. In cima alle montagne, fra sassi e mucche, la storia era raggiungibile per radio o riferita da visitatori; mai troppo lontana, era normalmente condivisa dalla famiglia. Sono sicura che le reazioni prodotte in Oreste sono spesso finite nelle pennellate.

ORESTE ALBERTINI, Passo Rolle, 1930-1940

ORESTE ALBERTINI, Passo Rolle, 1930-1940